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- Calcolosi – Urolitiasi
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Calcolosi – Urolitiasi
La presenza di calcoli a livello delle vie urinarie viene definita come urolitiasi o nefrolitiasi.
I calcoli si formano quando i minerali normalmente presenti nelle urine si concentrano e si aggregano a formare cristalli che possono poi solidificarsi in calcoli.
Si tratta di una condizione molto comune, soprattutto tra i 30 e i 60 anni.
FATTORI DI RISCHIO
Diversi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare calcoli renali:
- Disidratazione: non bere abbastanza acqua può portare a un’elevata concentrazione di minerali nelle urine
- Dieta: un’alimentazione particolarmente ricca di proteine, Vit-C e zucchero aumenta il rischio. Al contrario una dieta adeguata di frutta e verdura potrebbe avere un ruolo protettivo.
- Familiarità
- Farmaci: è dimostrato che l’abuso di alcuni farmaci, come l’aspirina, alcuni antibiotici e antiretrovirali possa aumentare il rischio di formazione dei calcoli
- Patologie metaboliche: la formazione di calcoli è più comune tra persone che soffrono di specifici disturbi, come l’iperparatiroidismo o la sarcoidosi
- Infezioni urinarie
I calcoli si differenziano tra loro in base a dimensioni, composizione, forma: circa l’85% di questi calcoli è composto da calcio; gli altri possono essere costituiti da diverse sostanze, come acido urico, cistina o struvite. I calcoli di struvite, composti da magnesio, ammonio e fosfato, sono noti anche come calcoli infettivi, in quanto si sviluppano esclusivamente in condizioni di urine infette.
SINTOMI
Quando i calcoli renali sono di dimensioni ridotte, possono essere espulsi all’esterno insieme all’urina senza provocare sintomi particolari.
Tuttavia, la presenza e il movimento di calcoli di dimensioni maggiori possono dare origine alla colica renale, caratterizzata da un dolore acuto che si irradia dalla regione lombare a quella inguinale, interessando anche lo scroto negli uomini e le grandi labbra nelle donne. Spesso alla sintomatologia dolorosa si associano altri sintomi come nausea, vomito, sudorazione, disuria ed ematuria. Nei casi più gravi un calcolo potrebbe causare l’ostruzione completa dell’uretere, determinando l’accumulo di urina a livello renale (idronefrosi), con conseguente proliferazione batterica e possibile infezione del rene interessato (pielonefrite).
DIAGNOSI
Quando il paziente lamenta una sintomatologia suggestiva di calcolosi il primo passo è sempre quello di raccogliere un’attenta anamnesi che comprenda informazioni su storia medica, familiare, farmacologica e stile di vita.
È sempre buona norma richiedere un esame delle urine con urinocoltura per cercare la presenza di infezione.
La diagnostica per immagini ci permette di identificare con precisione il calcolo:
- La TC senza mezzo di contrasto rappresenta il gold standard. Questa permette non solo di identificare il calcolo ma anche di valutare il grado di ostruzione delle vie urinarie.
- La radiografia espone il paziente a una quantità minore di radiazione; tuttavia, restituisce immagini meno accurate e inerenti solo a calcoli di calcio.
- L’ecografia è sicuramente una tecnica meno invasiva rispetto alle precedenti due; tuttavia, non permette di individuare calcoli di piccole dimensioni.
TRATTAMENTO
Il trattamento dei calcoli varia a seconda del tipo, delle dimensioni, della localizzazione e soprattutto della gravità dei sintomi.
Tra le principali strategie terapeutiche troviamo:
- Idratazione
- Farmaci: il dolore associato alla colica renale può essere gestito con FANS, o nei casi più gravi con oppiacei. Mentre l’espulsione spontanea del calcolo può essere facilitata con la somministrazione di alfa-litici
Quando i calcoli sono troppo grandi per poter essere espulsi spontaneamente si può intervenire con:
- Litotrissia extracorporea: questa procedura, non invasiva e sicura, utilizza onde d’urto generate da un litotritore. Queste onde, attraversando i tessuti, frantumano il calcolo e ne facilitano l’espulsione.
- Chirurgia: attualmente, la chirurgia offre una vasta gamma di tecniche, alcune delle quali più invasive di altre, per la rimozione dei calcoli. Gli approcci possono essere endoscopici o open. Nei casi di emergenza, si può considerare una chirurgia di “salvataggio” con tecniche di derivazione urinaria, finalizzate a rimuovere rapidamente l’ostruzione.
Tuttavia, il primo passo per la lotta contro i calcoli renali è prevenirli. Il miglior modo per farlo è assumere grandi quantità di liquidi, affinché le urine siano sempre ben diluite. Altre misure preventive dipendono dal tipo di calcolo.