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Chirurgia del tumore della prostata – RARP

La prostatectomia radicale consiste nell’intervento chirurgico mirato all’asportazione della prostata in caso di tumore della stessa. In generale si raccomanda di sottoporre a questo tipo di intervento i pazienti affetti da tumore localizzato, con un’aspettativa di vita superiore ai 10 anni e in buono stato di salute. L’intervento, che prevede anche l’asportazione delle vescichette seminali e dei linfonodi regionali, con successiva anastomosi vescico-uretrale, può essere effettuato mediante diversi approcci.

In particolare, la prostatectomia radicale robot assistita (RARP) sfrutta un sistema robotico che consente al chirurgo di utilizzare strumenti specializzati per rimuovere la prostata e i tessuti connessi tramite piccole incisioni addominali. La chirurgia robotica offre diversi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale, tra cui una maggiore precisione, una minore invasività e un recupero più rapido.

L’intervento, eseguito in anestesia generale, ha una durata variabile che dipende dalle dimensioni della prostata e dalle caratteristiche della malattia e del paziente. La dimissione avverrà con il catetere vescicale che verrà successivamente rimosso previa cistografia.

Come ogni procedura chirurgica, la RARP è associata a potenziali complicanze. Tra le principali ci sono l’incontinenza urinaria e la disfunzione erettile.

Dolo l’intervento è comune sperimentare un periodo di incontinenza urinaria che può variare da pochi giorni ad alcuni mesi. Tale fenomeno si risolve spontaneamente nel 95-96% dei pazienti. La funzione erettile del paziente prima dell’intervento, l’età e la possibilità di eseguire una chirurgia nerve sparing sono variabili fondamentali da tenere in conto nella valutazione di una eventuale disfunzione erettile post-intervento. Offrire ai pazienti, già al momento delle dimissioni, programmi di riabilitazione andrologica è fondamentale.

Ad oggi la RARP, offrendo molti vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale, rappresenta una scelta sempre più popolare per il trattamento del tumore della prostata. Tuttavia, resta essenziale discutere con il proprio urologo i rischi, i benefici e le alternative disponibili per prendere una decisione informata e consapevole.

 

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