- Buried penis (pene intombato)
- Calcolosi – Urolitiasi
- Criptorchidismo
- Curvatura del pene
- Disforia di genere
- Disfunzione erettile
- Dismorfopenofobia
- Eiaculazione precoce
- Fimosi
- Frenulo breve
- Idrocele
- Incontinenza urinaria femminile
- Incontinenza urinaria maschile
- Infertilità maschile
- Infezioni delle vie urinarie
- Ipertrofia Prostatica Benigna
- Ipogonadismo
- Ipospadia
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Micropene
- Prostatiti
- Stenosi uretrale
- Tumore del pene
- Tumore del rene
- Tumore del testicolo
- Tumore della prostata
- Tumore della vescica
- Varicocele
Chirurgia delle curvature peniene
La curvatura peniena tipica della Malattia di La Peyronie o del Recurvatum congenito, può influenzare in maniera negativa la qualità di vita del paziente potendo rendere difficoltosi, a volte impossibili, i rapporti sessuali penetrativi.
Sebbene le terapie conservative siano in grado di allievare in alcuni casi la sintomatologia dolorosa, solo una ristretta percentuale di pazienti riferisce un effettivo miglioramento della propria condizione; in questi casi un intervento chirurgico potrebbe essere necessario per correggere la curvatura e restituire al paziente una normale vita sessuale.
La chirurgica trova indicazione in tutti quei pazienti che presentano una deformità significativa e stabile da almeno sei mesi.
Prima di prendere in considerazione la chirurgia ricostruttiva è necessario discutere con il paziente delle possibili complicanze, (come l’accorciamento del pene e il rischio di disfunzione erettile), in maniera esaustiva affinché possa prendere una decisione consapevole. L’obiettivo principale della chirurgia è ottenere un pene che sia “funzionalmente diritto”, tale concetto deve essere chiaramente compreso per raggiungere i migliori risultati di soddisfazione post-operatoria.
Il trattamento chirurgico delle curvature peniene si avvale di numerose tecniche chirurgiche che possono essere classificate in tre categorie:
- Procedure di accorciamento
- Procedure di allungamento
- Impianto di protesi peniene
La scelta dell’intervento più adatto si fonda sulla valutazione di alcuni fattori come la lunghezza del pene, la severità della curvatura, lo stato della funzione erettile.
- Procedure di accorciamento
Questo approccio è quello più appropriato nei pazienti con una buona lunghezza del pene, una buona funzionalità erettile e senza deformità complesse. Ottengono la correzione della curvatura andando ad accorciare il lato convesso (più lungo), nel punto di massima curvatura. Le procedure di accorciamento comprendono tecniche di escissione, incisione e plicature.
- La corporoplastica sec. Nesbit si basa sull’escissione ellittica della tunica albugine a nel punto di massima curvatura.
- La corporoplastica sec. Yachia sfrutta il principio di Heinke-Mikowitz per il quale un’incisione longitudinale chiusa trasversalmente permette di accorciare il lato convesso.
- Le tecniche di plicatura sono le più semplici. Prevedono una o più plicature semplici senza incidere l’albuginea limitando il rischio di danno al meccanismo veno-occlusivo.
In genere queste tecniche garantiscono una buona correzione della curvatura peniena, limitando il rischio di disfunzione erettile post-operatoria.
- Procedure di allungamento
Questo approccio è preferito nei pazienti con una buona erezione, un accorciamento eccessivo del pene e deformità complesse. In questo caso la correzione della curvatura avviene agendo sul lato concavo, e quindi quello più breve, nel punto di massima curvatura. Queste tecniche prevedono un’incisione o un’escissione parziale o totale della placca, con la successiva copertura del difetto con un innesto. Gli innesti utilizzati possono essere di varia natura. Ad oggi sono possibili i seguenti :
- Autoinnesti, come la mucosa buccale, il derma, la safena.
- Xenotrapianti, come il pericardio bovino.
Tali procedure sono gravate da un maggior rischio di disfunzione erettile post-operatoria.
- Protesi peniene
L’impianto di protesi peniena è riservato ai casi più severi di curvatura peniena associata a concomitante disfunzione erettile. Le protesi idrauliche sono considerate più efficaci, anche se alcuni studi riportano un ottimo grado di soddisfazione anche a seguito dell’impianto di protesi malleabili. Il chirurgo dovrebbe sempre consigliare il tipo di protesi più adatto per il paziente; tuttavia, spetta a quest’ultimo la decisione finale riguardo alla protesi da impiantare.
In conclusione, la chirurgia per la correzione delle curvature peniene comprende una notevole quantità di tecniche chirurgiche, ognuna con le proprie indicazioni, vantaggi e svantaggi. Questa ampia varietà può spesso fare sentire il paziente smarrito, facendo emergere dubbi e incertezze riguardo al procedimento da seguire. Per questo motivo, è fondamentale rivolgersi a uno specialista esperto nel campo, che possa accompagnare il paziente nel suo percorso terapeutico. Lo specialista non solo fornirà informazioni dettagliate sulle diverse opzioni disponibili, ma sarà anche in grado di illustrare quale soluzione sia più adatta al caso specifico del paziente.
È importante sottolineare che affinché l’intervento chirurgico sia soddisfacente, deve essere “cucito” sulle esigenze individuali di ciascun paziente. Solo attraverso un’accurata valutazione delle specifiche condizioni e aspettative, il medico potrà orientare il paziente verso il trattamento più idoneo, garantendo così un percorso verso una maggiore qualità della vita e soddisfazione personale.
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