- Buried penis (pene intombato)
- Calcolosi – Urolitiasi
- Criptorchidismo
- Curvatura del pene
- Disforia di genere
- Disfunzione erettile
- Dismorfopenofobia
- Eiaculazione precoce
- Fimosi
- Frenulo breve
- Idrocele
- Incontinenza urinaria femminile
- Incontinenza urinaria maschile
- Infertilità maschile
- Infezioni delle vie urinarie
- Ipertrofia Prostatica Benigna
- Ipogonadismo
- Ipospadia
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Micropene
- Prostatiti
- Stenosi uretrale
- Tumore del pene
- Tumore del rene
- Tumore del testicolo
- Tumore della prostata
- Tumore della vescica
- Varicocele
Chirurgia dell’Iperplasia Prostatica Benigna
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una condizione comune negli uomini anziani e può causare sintomi urinari significativi. Quando i trattamenti farmacologici non risultano efficaci, possono essere considerate le opzioni chirurgiche. Tra le principali tecniche chirurgiche ritroviamo:
- TURP (Resezione transuretrale della prostata)
La TURP è considerata il “gold standard” per il trattamento dell’IPB. Consiste nella resezione endoscopica della prostata attraverso l’uretra. Tale intervento prevede l’utilizzo di un resettoscopio che rimuove il tessuto prostatico in eccesso rimuovendo l’ostruzione del canale uretrale e migliorando il flusso urinario. I principali vantaggi includono un recupero relativamente veloce e un buon controllo dei sintomi. Tra le possibili complicanze figurano:
- Eiaculazione retrograda: l’emissione di sperma non avviene più in maniera anterograda, verso l’esterno, ma verso la vescica.
- Incontinenza urinaria
- Stenosi uretrale
- Disfunzione erettile
- HoLEP
La HoLEP è una valida alternativa alla Turp e rispetto a quest’ultima offre la possibilità di trattare endoscopicamente prostate più voluminose che fino a poco tempo fa richiedevano necessariamente l’intervento a cielo aperto. Questa procedura utilizza un laser a olmio per enucleare il tessuto prostatico. Questo metodo è minimamente invasivo e consente di rimuovere grosse quantità di tessuto prostatico garantendo una minore perdita di sangue rispetto alla TURP. Inoltre, la HoLEP offre un recupero post-operatorio rapido e un basso rischio di complicazioni.
- Urolift
L’Urolift è una procedura relativamente nuova che utilizza piccoli impianti per sollevare e tenere aperte i lobi prostatici che comprimono l’uretra, migliorando quindi il flusso urinario. Questa procedura è minimamente invasiva e non comporta la resezione del tessuto prostatico, il che riduce il rischio di complicazioni e il tempo di recupero. L’Urolift è indicato per pazienti con prostate di dimensioni moderate e ha il vantaggio di preservare la funzione sessuale. Risulta quindi non indicato in quei pazienti con prostate molto grandi o con la presenza di terzo lobo.
- Tpla (Transperineal Laser Ablation):
L’ablazione laser interstiziale trans-perineale eco-guidata costituisce una tecnica innovativa per il trattamento dell’IPB. Si tratta di una tecnica mininvasiva, eseguibile con una semplice sedazione o anestesia locale che sfrutta un laser a bassa potenza. La principale differenza rispetto alle altre tecniche è che adotta un approccio trans perineale e non transuretrale. Questo permette di abbattere il rischio di complicanze legate a traumatismi dell’uretra, come stenosi uretrali e di preservare l’eiaculazione.
La scelta della procedura migliore dipende da diversi fattori, inclusa la dimensione della prostata, le condizioni generali di salute del paziente, le preferenze personali e l’esperienza del chirurgo. È fondamentale discutere con il medico curante per trovare l’opzione più adatta alle specifiche esigenze del paziente.
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