- Buried penis (pene intombato)
- Calcolosi – Urolitiasi
- Criptorchidismo
- Curvatura del pene
- Disforia di genere
- Disfunzione erettile
- Dismorfopenofobia
- Eiaculazione precoce
- Fimosi
- Frenulo breve
- Idrocele
- Incontinenza urinaria femminile
- Incontinenza urinaria maschile
- Infertilità maschile
- Infezioni delle vie urinarie
- Ipertrofia Prostatica Benigna
- Ipogonadismo
- Ipospadia
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Micropene
- Prostatiti
- Stenosi uretrale
- Tumore del pene
- Tumore del rene
- Tumore del testicolo
- Tumore della prostata
- Tumore della vescica
- Varicocele
Chirurgia di genere: Falloplastica
Le tecniche di falloplastica sono ancora in continua evoluzione e non esiste una procedura universale applicabile a tutti i pazienti. La ricostruzione del fallo si è dimostrata una sfida, soprattutto a causa della mancanza di un sostituto adeguato per il tessuto uretrale ed erettile. I lembi liberi più comuni riportati dagli autori sono stati il lembo radiale dell’avambraccio(Figura 1), il lembo anterolaterale della coscia (Figura 2) ed il latissimus dorsi (Figura 3) che corrispondono a ciò che si vede principalmente nella pratica clinica.
Figura 1. Falloplastica con lembo libero radiale
Figura 2. Lembo anterolaterale di coscia
Le prime tecniche proposte per la falloplastica utilizzavano lembi peduncolati loco-regionali. Ancora oggi alcune di queste tecniche vengono utilizzate. In particolare la falloplastica con lembo rotazionale addominale di Pryor (Figura 4).
Il lembo microchirurgico più comune nella pratica clinica è il lembo radiale dell’avambraccio (RFFF). Sebbene questo lembo sia noto per lasciare una cicatrice socialmente stigmatizzante, presenta numerosi vantaggi: ottima innervazione dal nervo cutaneo mediale dell’avambraccio, affidabilità vascolare e spessore ridotto del tessuto, che consente la ricostruzione del fallo e dell’uretra. Il RFFF è stato il lembo più comunemente riportato nella letteratura scientifica.
Figura 4. Falloplastica pubica con lembo addominale.
Vedi anche: