- Buried penis (pene intombato)
- Calcolosi – Urolitiasi
- Criptorchidismo
- Curvatura del pene
- Disforia di genere
- Disfunzione erettile
- Dismorfopenofobia
- Eiaculazione precoce
- Fimosi
- Frenulo breve
- Idrocele
- Incontinenza urinaria femminile
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- Tumore del pene
- Tumore del rene
- Tumore del testicolo
- Tumore della prostata
- Tumore della vescica
- Varicocele
Idrocele
L’idrocele è causato da un anomalo accumulo di liquido tra i due foglietti che costituiscono la tunica vaginale che va a circondare il testicolo. si tratta di una condizione che, seppur non grave, può influenzare in maniera negativa le relazioni interpersonali del paziente.
L’ idrocele può manifestarsi per diverse ragioni;
Spesso, nei neonati, è un disturbo congenito dovuto alla mancata obliterazione del processo vaginale che permette il passaggio a livello della sacca scrotale di liquido intraperitoneale.
Negli adulti, invece, si parla di idrocele reattivo o secondario, generalmente causato da infiammazioni del didimo e dell’epididimo o a traumi. Esistono anche casi di idrocele idiopatico, in cui non si riesce ad identificare una causa specifica.
COME SI MANIFESTA L’IDROCELE?
L’accumulo di liquido a livello scrotale determina un rigonfiamento indolore. L’aumento di volume dello scroto può variare notevolmente a seconda della quantità di liquido accumulata, e può cambiare anche nel corso della giornata. La consistenza dello scroto può essere morbida oppure tesa.
Sebbene di solito non comporti complicazioni significative, nei casi più gravi può comportare un’alterazione nel normale sviluppo testicolare con possibili ripercussioni anche sulla fertilità. Pertanto, è sempre consigliabile non sottovalutare questa condizione.
DIAGNOSI E TRATTAMENTO
La diagnosi si base essenzialmente sull’esame obiettivo e sull’ecografia scrotale, un esame dirimente nella valutazione di tutte le masse scrotali, per nulla invasivo e del tutto innocuo.
Per quanto riguarda la gestione terapeutica ci sono due opzioni fondamentali:
- Atteggiamento conservativo
- Chirurgia
Nei neonati è sempre consigliata un’iniziale fase di osservazione prima di prendere in considerazione il trattamento chirurgico in quanto nella maggior parte dei casi l’idrocele tende a risolversi spontaneamente nei primi 12 mesi di vita. Tuttavia, il tasso di risoluzione spontanea diminuisce drasticamente dopo il primo anno di vita, e se la condizione persiste è fortemente indicato il trattamento chirurgico.
Per gli adulti la scelta terapeutica dipende dalla sintomatologia riferita.
Un idrocele la cui sintomatologia è irrilevante non richiede nessuna terapia specifica. Nei casi più importanti è invece consigliata la chirurgia che prevede la resezione o l’eversione della tunica vaginale. L’intervento chirurgico è eseguito per via scrotale garantendo una cicatrice quasi invisibile.
Sebbene l’idrocele sia generalmente considerato una condizione benigna, non bisogna trascurare lo stress che questa condizione può generare nel paziente. Può infatti generare negli uomini disagio fisico e preoccupazioni estetiche portando a sentimenti di imbarazzo e insicurezza soprattutto nei contesti intimi. Per questa ragione è sempre fondamentale fornire al paziente anche il giusto supporto emotivo.
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