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- Varicocele
Incontinenza urinaria maschile
L’incontinenza urinaria è definita come la perdita involontaria di urina. Sebbene se ne parli poco, rappresenta un problema con un notevole impatto sulla vita del paziente, non solo dal punto di vista della salute, ma anche dal punto di vista emotivo e sociale. Spesso è proprio lo stigma sociale legato a questa condizione a far si che i pazienti tendano a nasconderla e a non cercare supporto. Sebbene tale condizione si presenti più frequentemente nelle donne, essa può interessare anche gli uomini: si stima che tra il 2% e il 10% degli uomini possa sperimentare perdite involontarie di urina. Fortunatamente, ci sono diverse soluzioni disponibili, che variano a seconda delle cause specifiche che portano all’incontinenza.
Come per le donne, anche negli uomini, si possono identificare diverse categorie di incontinenza urinaria, tuttavia, a causa delle differenze anatomiche e dei fattori scatenanti, l’incontinenza maschile si differenzia da quella femminile per quanto riguarda l’età in cui si manifesta e la distribuzione delle varie forme.
- Incontinenza da urgenza: è la forma più comune di incontinenza negli uomini. è caratterizzata dalla perdita involontaria di urina in risposta a un impulso urgente e incontrollabile. Può essere causata da malattie ostruttive, come l’iperplasia prostatica, infezioni o disturbi intestinali, ma nella maggior parte dei casi, soprattutto negli anziani, è legata a una condizione chiamata “vescica iperattiva”.
- Incontinenza da stress: Sperimentata da meno del 10% degli uomini, si verifica quando abbiamo perdita di urine durante attività che determinano aumento della pressione addominale come l’esercizio fisico o più banalmente il ridere, lo starnutire o il tossire. Negli uomini può manifestarsi a seguito di interventi chirurgici radicali per la rimozione della prostata a causa di tumori o a causa di lesioni spinali.
- Incontinenza mista: È una combinazione delle precedenti due.
- Incontinenza da overflow: si verifica quando la vescica si riempie eccessivamente tanto da perdere la sua capacità di contenere urina. È quindi legata a problemi di svuotamento della vescica.
QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?
- Età: è uno dei principali fattori di rischio per l’incontinenza urinaria (IU) negli uomini.
- Patologie neurologiche: il decadimento cognitivo, e i disturbi motori associati ad alcune patologie neurologiche (come il Parkinson o l’Alzheimer) possono compromettere il funzionamento vescico-uretrale e pertanto rappresentano fattori di rischio importanti per lo sviluppo dell’incontinenza urinaria.
- Stile di vita: gli uomini con diabete o alcolismo cronico sono particolarmente a rischio
- Malformazioni congenite
- Interventi chirurgici: un capitolo a parte è quello dell’incontinenza iatrogena, causata cioè da interventi chirurgici. La prostatectomia radicale è la principale causa di incontinenza maschile iatrogena, mentre una minoranza dei casi interessa pazienti che hanno subito resezione transuretrale (TURP). In questi casi la causa principale dell’incontinenza è l’insufficienza postoperatoria dello sfintere uretrale esterno.
DIAGNOSI
Tutti gli uomini che sperimentano episodi di incontinenza dovrebbero rivolgersi ad uno specialista per ottenere una diagnosi e discutere le varie forme di trattamento. È fondamentale che la persona affetta da incontinenza sappia che esistono molte soluzioni in base al tipo di incontinenza e alla sua gravità.
Una corretta diagnosi richiede una valutazione completa e dettagliata. Il primo passo è sicuramente la raccolta di una storia medica attenta, volta ad individuare entità e frequenza dei sintomi, storia di interventi pelvici e farmaci assunti.
Spesso viene richiesto al paziente di tenere un diario minzionale per qualche giorno. In questo modo il paziente può annotare la quantità di urina prodotta, la frequenza delle minzioni e gli episodi di incontinenza.
Un attento esame obiettivo dovrebbe essere volto ad esaminare addome, genitali esterni e perineo per identificare eventuali malformazioni.
Andrebbe sempre effettuato un esame chimico-fisico delle urine con relativa urinocoltura.
In alcuni casi lo specialista potrebbe richiedere indagini specifiche come uroflussimetria e la cistouretrografia.
TRATTAMENTO
I trattamenti per l’incontinenza sono vari e andrebbero personalizzati tenendo conto delle esigenze del paziente.
Le prime linee di trattamento prevedono un atteggiamento conservativo e solo quando questo non è sufficiente si prende in considerazione la chirurgia.
Le principali strategie terapeutiche includono:
- Modifiche dello stile di vita
- Terapia riabilitativa: La riabilitazione offre la possibilità di migliorare i meccanismi compensatori associati alla perdita di continenza dello sfintere uretrale. Il trattamento riabilitativo include l’insegnamento di esercizi specifici per rinforzare i muscoli pelvici e rieducare la vescica a trattenere quantità sempre maggiori di urina.
- Terapia farmacologica: si avvale di farmaci anticolinergici che vanno a ridurre le contrazioni involontarie della vescica, determinando un miglioramento dell’incontinenza da urgenza e un aumento della capacità di continenza della vescica.
- Terapia chirurgica: è indicata in quei pazienti che non rispondono in maniera adeguata alla prima linea di trattamento. Ad oggi le principali opzioni chirurgiche sono l’utilizzo di agenti volumizzanti, o il posizionamento di sling e sfintere artificiale.
Il tasso di successo di tali terapie si valuta tenendo conto del grado di continenza, della qualità di vita delle pazienti e di eventuali complicanze.
Gli uomini che soffrono di incontinenza urinaria possono sperimentare una diminuzione della propria autostima, e la paura di essere giudicati o di avere episodi in pubblico può portare a un ritiro sociale. Per questa ragione la sensibilità nei confronti delle esigenze psicologiche dei pazienti è fondamentale per il loro percorso di recupero.
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