- Buried penis (pene intombato)
- Calcolosi – Urolitiasi
- Criptorchidismo
- Curvatura del pene
- Disforia di genere
- Disfunzione erettile
- Dismorfopenofobia
- Eiaculazione precoce
- Fimosi
- Frenulo breve
- Idrocele
- Incontinenza urinaria femminile
- Incontinenza urinaria maschile
- Infertilità maschile
- Infezioni delle vie urinarie
- Ipertrofia Prostatica Benigna
- Ipogonadismo
- Ipospadia
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Micropene
- Prostatiti
- Stenosi uretrale
- Tumore del pene
- Tumore del rene
- Tumore del testicolo
- Tumore della prostata
- Tumore della vescica
- Varicocele
Ipertrofia Prostatica Benigna
La prostata fa parte dell’apparato genitourinario maschile. È una ghiandola che si trova sotto la vescica e circonda l’uretra.
Il suo compito è quello di produrre gran parte del liquido seminale che viene riversato durante l’eiaculazione nell’uretra prostatica, aiutando così la vitalità e la mobilità degli spermatozoi.
Nel corso della vita la prostata può essere interessata da diverse condizioni morbose, come prostatiti, l’ipertrofia prostatica benigna o il cancro della prostata.
L’ipertrofia prostatica benigna è un ingrossamento benigno della porzione centrale della prostata molto comune negli uomini dopo i 50 anni. Tale accrescimento si traduce in un’ostruzione dell’uretra prostatica che spiega la sintomatologia associata a questa condizione: si possono riscontrare una diminuzione della forza del flusso urinario e gocciolamento al termine della minzione. La vescica non riesce più a svuotarsi completamente rendendo la minzione insoddisfacente. Questo determina anche una maggiore frequenza minzionale, soprattutto di notte.
In una prima fase la vescica, dotata di una parete muscolare, cerca di contrastare quest’ostruzione contraendosi con maggiore intensità. Tuttavia, nel lungo periodo, questo sforzo può compromettere la sua capacità di contrazione, riducendo la sua abilità a svuotarsi. La ritenzione cronica di urina può portare a ulteriori complicanze, come la formazione di calcoli e diverticoli vescicali.
DIAGNOSI
Una visita urologica, con esplorazione digito-rettale, permette di valutare direttamente la dimensione e la consistenza della prostata. A questa ovviamente vanno associate altre indagini strumentali tra cui:
- Ecografia dell’addome completo con Residuo post minzionale: questa ci permette non solo di escludere eventuali complicanze come la presenza di calcoli, diverticoli o dilatazione delle alte vie urinarie, ma ci dà una chiara valutazione della capacità vescicale di svuotarsi.
- Ecografia transrettale: rispetto all’ecografia addominale questa risulta essere molto più affidabile per stabilire correttamente il volume prostatico
- Antigene prostatico specifico: il PSA viene prodotto direttamente dalla prostata e può essere dosato mediante un semplice prelievo ematico. Essendo un indice di benessere prostatico, questo può aumentare in tutte quelle condizioni, benigne e non, che vanno a riguardare la prostata: il PSA può risultare aumentato nelle prostatiti, nell’IPB, nel tumore della prostata. Anche l’attività sessuale e l’esplorazione rettale determinano un aumento di tale proteina. Per questo motivo il PSA non è mai utile da solo ad effettuare diagnosi, ma va sempre correlato al quadro clinico del paziente.
- Uroflussimetria: ci dà informazioni utili per valutare l’eventuale ostruzione urinaria e la sua entità.
Nei casi dubbi, l’urologo potrebbe richiedere anche altre indagini per escludere possibili patologie maligne a carico della ghiandola come una risonanza magnetica multiparametrica o una biopsia prostatica.
TRATTAMENTO
Lo scopo del trattamento è quello di ridurre la sintomatologia del paziente e di prevenire possibili complicanze.
Terapia farmacologica
Nelle fasi iniziali di questa patologia si può pensare di controllare i sintomi attraverso una terapia medica. I farmaci attualmente disponibili si dividono in due categorie principali:
- Alpha1-bloccanti
- Inibitori della alpha-reduttasi
Terapia chirurgica
Nelle fasi più avanzate della patologia, quando i farmaci non sono più in grado di controllare i sintomi, si può eseguire un intervento chirurgico che ha come obiettivo quello di rimuovere completamente l’ostruzione dovuta all’adenoma.
Ad oggi esistono diversi approcci chirurgici possibili, sia per via endoscopica che a cielo aperto. La scelta ovviamente non è arbitraria ma dipende dalle specifiche caratteristiche del paziente (dalla dimensione della prostata, eventuale presenza di calcoli o diverticoli) e dalle preferenze del chirurgo.
Sebbene si tratti di una patologia benigna, tale condizione è estremamente rilevante dal punto di vista sociale e psicologico per il paziente. L’IPB va a deteriorare la qualità di vita del paziente, in quanto i suoi sintomi ne possono influenzare le attività quotidiane e il sonno. Per questa ragione è fondamentale rivolgersi tempestivamente ad uno specialista: una terapia precoce può non solo prevenire possibili complicanze irreversibili sull’apparato urinario, ma può anche migliorare significativamente la qualità di vita e ridurre l’impatto psicologico di tale condizione.