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Micropene

Il termine “micropene congenito” si riferisce a un pene che, alla nascita, risulta più corto del previsto per un neonato maschio. Sebbene la definizione di micropene sia relativamente arbitraria, è importante riconoscerlo perché potrebbe indicare un problema di salute sottostante che richiede ulteriori accertamenti. Il micropene congenito può causare stress psicologico nei genitori e, sebbene si riporti che alcuni giovani adulti con questa condizione possano avere una qualità della vita inferiore, non è sempre così per tutti. Spesso, la gestione iniziale di questa condizione prevede la somministrazione di androgeni al bambino per cercare di aumentare la dimensione del pene, ma l’efficacia di questa terapia, soprattutto a lungo termine, è ancora incerta. Comprendere meglio lo sviluppo del pene, le variazioni normali, la patofisiologia del micropene e standardizzare i controlli a lungo termine potrebbe migliorare la gestione di questa condizione.

Il micropene deve essere distinto da condizioni come il pene intombato, palmato od intrappolato. Nel caso del pene palmato, il sacco scrotale si estende sulla parte inferiore dell’asta del pene, dando l’impressione visiva di un pene piccolo, ma la palpazione dei corpi cavernosi rivela la vera dimensione. Circa il 3-4% dei neonati può avere l’asta del pene intombata nel grasso pubico, un fenomeno più comune nei ragazzi più grandi e sovrappeso. Il pene intrappolato si verifica quando il pene viene imprigionato da tessuti cicatriziali o da una eccessiva escissione della pelle del prepuzio o dell’asta, spesso a seguito di interventi come la circoncisione. Altre malformazioni associate includono la “cordee”, una curvatura del pene che può far sembrare il pene più piccolo.

Prima di misurare la lunghezza del pene, è necessario esaminare attentamente il pene e il resto dei genitali. La lunghezza peniena dovrebbe essere misurata come SPL (lunghezza peniena stirata): si deve premere il grasso sovrapubico il più possibile, retrarre il prepuzio e tenere il glande tra pollice e indice. La misurazione va fatta dal pube alla punta distale del glande, lungo il lato dorsale. È stato riportato che la SPL misurata nei neonati nelle prime 12 ore di vita è circa il 10% più corta della lunghezza reale, richiedendo quindi una possibile rivalutazione.

Il micropene viene definito come un pene normalmente formato con una lunghezza del pene stirato inferiore a 2,5 deviazioni standard (DS) rispetto alla media per l’età ed etnia del paziente. Nei neonati a termine, il micropene può essere definito come una lunghezza del pene stirato inferiore a 1,8 cm in Europa. Forse una misura di 2 cm potrebbe rappresentare un cutoff più appropriato come standard internazionale, tenendo conto delle differenze regionali e genetiche.

Trattamento chirurgico

Nel 1996, una consensus internazionale ha fornito delle linee guida per l’allungamento penieno, suggerendo che solo gli uomini con una lunghezza flaccida inferiore a 4 cm o una lunghezza peniena stirata inferiore a 7,5 cm dovrebbero essere considerati per un trattamento chirurgico. Dalla prima operazione ricostruttiva, riportata da Hinman nei primi anni ’70, sono state sviluppate diverse tecniche chirurgiche. Tuttavia, il ruolo della chirurgia nella gestione del micropene è limitato, con molte tecniche descritte ma poche prove di alta qualità a sostegno delle decisioni cliniche. La chirurgia viene eseguita solo in età adulta ed è riservata ai casi più estremi.

Le opzioni chirurgiche si dividono in tecniche per allungare il pene, aumentare la sua circonferenza, farlo apparire più grande o sostituire completamente il fallo. Per aumentare la lunghezza, si può rilasciare il legamento sospensorio, spesso insieme a un’incisione dorsale a V-Y. Altre tecniche includono l’allungamento con scorrimento e lo smontaggio del pene. Tuttavia, l’aumento della lunghezza è modesto (1-2 cm) e la formazione di cicatrici può causare retrazioni e riduzioni di lunghezza. Inoltre, possono sorgere problemi con la funzione erettile e la stabilità del pene, che influiscono sulla funzione sessuale.

Per aumentare la circonferenza del pene, si possono iniettare sostanze intorno all’asta del pene, come acido ialuronico, grasso autologo, ma con successi limitati alla durata nel tempo. Il problema principale è il riassorbimento delle sostanze iniettate o la formazione di cicatrici che possono compromettere la funzione o causare delle retrazioni del pene. La percezione della lunghezza del pene può essere aumentata con la rimozione del grasso sovrapubico, attraverso misure di riduzione del peso o interventi di liposuzione o miniaddominoplastica.

Il pene può anche essere sostituito con una falloplastica completa, cioè la creazione di un nuovo fallo, ma tale tecnica viene utilizzata nei casi più severi. Attualmente, si utilizza un lembo libero basato sull’arteria radiale dell’avambraccio, che offre risultati estetici ragionevoli e complicazioni accettabili nel sito donatore. Tuttavia, nonostante l’evoluzione di queste tecniche, non è ancora possibile replicare completamente l’anatomia e la funzione normali del pene.

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